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15/10/2012

In Cina a studiare economia

Verona sempre più legata ad Hangzhou. La metropoli cinese a meno di un'ora di treno superveloce da Shanghai ha infatti visto protagonisti alla prestigiosa Zhejiang University gli studenti che partecipano al progetto «Ete - Edulife Travel Education» della Fondazione Edulife di Verona e Luigi Grisi, rappresentante per la Cina del Banco Popolare. Ha preso così forma, con una lezione tenuta da Grisi davanti agli studenti provenienti dall'Italia, il progetto che era stato presentato lo scorso febbraio nella sede di Confindustria a Verona. A ottomila chilometri di distanza dal capoluogo scaligero, Grisi, che dal 1988 lavora in Cina, ha parlato dello stato dell'economia cinese. La Cina è sempre più al centro dell'economia mondiale e degli interessi di molti giovani laureati che, in numero crescente, si recano in quella che è stata definita per anni la «fabbrica del mondo» ma anche, come ha ricordato Grisi, «la nazione con 300 milioni di nuovi ricchi che possono essere potenziali clienti di quello che rappresenta il made in Italy». Il progetto «Ete» ha come fine quello di aiutare i giovani a scoprire se stessi e le proprie potenzialità attraverso esperienze di apprendimento, studio e lavoro nel mondo. La Cina è stata scelta come prima meta proprio per la sua cultura millenaria e per gli stili e i ritmi di vita così diversi dai nostri. «La Cina è il Paese che cresce più rapidamente nello studio e nella ricerca ed è quindi un riferimento per le nuove conoscenze», ci dice Sara Merzi, China project manager della Fondazione Edulife. «Come seconda economia del mondo è poi un interessante mercato per il lavoro. Per questo è in grado di favorire occasioni di incontro e opportunità professionali». Il progetto «Ete» prevede un programma piuttosto intenso per i 25 studenti italiani e cinesi, otto sono borsisti dell'Università di Verona, che vi partecipano. «Le giornate sono suddivise in questo modo: al mattino tre ore di studio della lingua cinese e una in inglese, nella quale un professore madrelingua analizza articoli di attualità cinese e passaggi tratti da volumi antichi», ci ricorda Pier Paolo Benedetti, vice general manager di Yizhong Educational Consulting, la struttura di Fondazione Edulife in Cina. «Il pomeriggio poi consiste in approfondimenti sulla società contemporanea cinese». Oltre a queste lezioni, gli studenti hanno visitato le città di Pechino e Shanghai e alcune realtà industriali che operano nel Paese del Dragone. «È la mia prima volta in Cina. Volevo vedere questo Paese di cui parlano tutti», dice Alice Pizzolato, studentessa di bioinformatica. «È stata un'esperienza fantastica. Questo Paese è un mondo così diverso da noi che continua a mettermi alla prova». Tocca poi a Francesca Soddu di Costermano, studentessa di Economia, che afferma quello che molti pensano, ma spesso non dicono, dell'ex Impero di Mezzo: «Sono in Cina perché volevo la mia conquista nel mondo. Starò qui ad Hangzhou tre mesi per cercare di comprendere questa società. Una cosa però non riesco a capire: perché i cinesi sempre di più stanno abbandonando le loro tradizioni locali ed antiche per abbracciare completamente la globalizzazione?» Conclude Giorgio Ghiotto di Altavilla, anche lui laureando in Economia, che andrà presto anche in Giappone e in Corea del Sud: «L'Italia e l'Europa dovranno sempre più guardare verso l'Asia. Dal rapporto con loro forse dipenderà il destino della nostra economia».

Simone Incontro

Da L'Arena, 8 ottobre 2012

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